Cessione della detrazione e sconto sul corrispettivo nelle ristrutturazioni edilizie

Premessa

Fino al 31 Dicembre 2019 per i lavori di ristrutturazione edilizia era possibile, oltre al recupero in dichiarazione dei redditi nei tempi e modalità previsti dalla normativa, cedere la detrazione spettante. Altri casi in cui era prevista la cessione della detrazione erano contemplate nell’ambito degli interventi antisismici di cui all’art. 16 del Decreto Legge n. 63/2013.

Successivamente, il Decreto Legge n. 34/2020, ha previsto che per i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021 (e 2022 limitatamente agli interventi di risparmio energetico) spese per determinati interventi, possono optare, in luogo della classica detrazione in Dichiarazione dei Redditi, alternativamente per:

  • cessione del credito;
  • sconto sul corrispettivo.

Cessione della detrazione e sconto sul corrispettivo – Spese negli anni 2020 e 2021

E’ l’art. 121 del Decreto Legge n. 34/2020 ad individuare i casi in cui è possibile optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura nell’ambito delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia. Si tratta di spese per interventi di:

  • recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis comma 1 lett. a) e b) del TUIR e più precisamente sono interventi:
    • sulle parti comuni di edifici residenziali, ossia degli interventi effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
    • effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale e sulle loro pertinenze. Si tratta delle spese sostenute per interventi effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
  • adozione di misure antisismiche, compresi quelli per i quali compete la detrazione del 110% di cui all’art. 119 comma 4 del Decreto Legge n. 34/2020;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici, compresi quelli per i quali spetta la detrazione nella misura del 110% ai sensi dell’art. 119 comma 5 e 6 del Decreto Legge n. 34/2020 .

Per espressa previsione normativa, l’art. 121, comma 2 del decreto Legge n. 34/2020, non richiama espressamente il comma 3 dell’art. 16-bis del Tuir, mentre richiama quelli del co. 1-septies dell’art. 16 del Decreto Legge n. 63/2013 (c.d. “sismabonus acquisti”). 

Per questo, sembrerebbe:

  • esclusa la detrazione IRPEF per le unità immobiliari in fabbricati interamente ristrutturati;
  • inclusa la detrazione IRPEF/IRES spettante, a titolo di “sismabonus acquisti”, di cui al comma 1-septies dell’art. 16 del Decreto Legge n. 63/2013.

Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:

l’opzione può essere esercitata anche dagli acquirenti degli immobili facenti parte di interi fabbricati oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell’articolo 3 del T.U. dell’Edilizia, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro diciotto mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile e che hanno diritto alla detrazione di cui al comma 3 del citato articolo 16-bis del Tuir. Ciò in quanto gli interventi realizzati dalle predette imprese sono i medesimi interventi richiamati nel comma 1, lettere a) e b) del citato articolo 16-bis.

(Fonte: Agenzia delle Entrate, Circolare n. 30 del 22.12.2020 par. 5.1.4)

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