Diritto camerale 2019

Studio Giannini

Introduzione

Il Diritto camerale 2019, quest’anno con scadenza 1 Luglio 2019 (il 30 Giugno 2019 cade di domenica), è un tributo dovuto alla Camera di Commercio da ogni impresa (individuale o collettiva) iscritta al Registro delle Imprese, nonché da ogni soggetto iscritto al R.E.A al 1 Gennaio 2019.

Soggetti obbligati

Poiché il presupposto per il pagamento del tributo è l’iscrizione presso il Registro delle Imprese o l’iscrizione al R.E.A., sono obbligate anche:

  • le società in liquidazione;
  • le imprese che, pur avendo cessato la propria attività, non hanno chiesto la cancellazione dal registro delle imprese.

Il tributo non è frazionabile e, pertanto, l’intero importo è dovuto anche se il soggetto obbligato è iscritto per un solo giorno presso il Registro delle Imprese o al R.E.A.

Soggetti esclusi

Sono escluse dal pagamento del diritto camerale:

  • le imprese in liquidazione coatta amministrativa o in fallimento per la quale è stato adottato un provvedimento entro il 31 Dicembre dell’anno precedente, ad esclusione dei casi in cui è stata richiesta l’attività provvisoria;
  • le imprese che hanno cessato la propria attività entro il 31 Dicembre dell’anno precedente e richiesto la cancellazione dal Registro delle Imprese entro il 30 Gennaio dell’anno in corso;
  • le società che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione entro il 31 Dicembre dell’anno precedente ed abbiano presentato la domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese entro il 30 Gennaio dell’anno in corso;
  • le società cooperative per le quali sia stato adottato un provvedimento di scioglimento disposto dall’autorità governativa, entro il 31 Dicembre dell’anno precedente;
  • le startup innovative dal momento della loro iscrizione e per un massimo di 5 anni.

Calcolo del diritto camerale

Salvo proroghe ufficiali, entro il 1 Luglio 2019 deve essere pagato il diritto annuale. La scadenza, infatti, segue il versamento del primo acconto delle imposte sui redditi, così come indicato dal Decreto Legge n. 223/2006 convertito con la Legge n. 248/2006.

Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite F24 e non è frazionabile. 

Per favorire il finanziamento di progetti strategici, con Decreto del 22 maggio 2017 (Incremento della misura del diritto annuale per gli anni 2017 – 2018 e 2019), e pubblicato sulla G.U. n. 149 del 28/06/2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la maggiorazione del diritto annuale del 20%. Peraltro, a tale maggiorazione deve essere applicata una riduzione del 50%, previsto dal Decreto Legge n. 90 del 24 Giugno 2014.

Ma come si calcola l’importo dovuto? Scopriamolo insieme di seguito

Soggetti tenuti al versamento in misura fissa

Per le imprese individuali iscritte nel speciale del Registro delle Imprese, nonché i soggetti iscritti al R.E.A., il tributo è dovuto in misura fissa, senza essere commisurato in base al fatturato e tiene conto sia della maggiorazione del 20% che della riduzione del 50%, così come indicato precedentemente dal Ministero.

Di seguito la tabella per il pagamento degli importi in misura fissa, che già tiene conto della relativa maggiorazione del 20% e riduzione del 50%:

Tipologia di impreseImporto
Imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria120,00
Imprese individuali iscritte nella sezione speciale (es. piccoli imprenditori, ecc.)53,00
Società semplici agricole iscritte nella sezione speciale ‘imprese agricole’60,00
Società semplici non agricole120,00
Società tra avvocati120,00
Soggetti iscritti al R.E.A.18,00
Imprese con sede principale all’estero (per ciascuna unità locale)66,00

Soggetti tenuti al versamento commisurato al fatturato

Tutti gli altri soggetti non ricompresi tra quelli che devono effettuare il versamento in misura fissa, invece, sono obbligati al calcolo del diritto sulla base del fatturato complessivo conseguito nell’anno precedente, ricavato dai quadri IRAP 2019. Per capire quali righe inserire, si può leggere la Nota del Ministero dello Sviluppo Economico n. 19230 del 03/03/2009.

Anche in questa fattispecie bisogna considerare la maggiorazione del 20% e successiva riduzione del 50%.

Di seguito la tabella con i vari scaglioni di fatturato e le relative aliquote:

Fatturato da euro ad euroImporto
da 0,00 a 100.000,00Euro 200,00 (in misura fissa)
da 100.000,01 a 250.000,00Euro 200,00 + 0,015% della parte eccedente 100.000,00
da 250.000,01 a 500.000,00Euro 222,50 + 0,013% della parte eccedente  250.000,00
da 500.000,01 a 1.000.000,00Euro 255,00 + 0,010% della parte eccedente 500.000,00
da 1.000.000,01 a 10.000.000,00Euro 305,00 + 0,009% della parte eccedente 1.000.000,00
da 10.000.000,01 a 35.000.000,00Euro 1.115,00 + 0,005% della parte eccedente 10.000.000,00
da 35.000.000,01 a 50.000.000,00 Euro 2.365,00 + 0,003% della parte eccedente 35.000.000,00
oltre 50.000.000,00Euro 2.815,00 + 0,001% della parte eccedente 50.000.000,00 (fino a un massimo di 40.000,00 euro)

Per il conteggio effettivo, ai suddetti importi bisogna aggiungere la maggiorazione del 20% e la riduzione del 50%.

Pertanto, tutti i soggetti che si trovano nella prima fascia, l’importo del diritto camerale dovuto è pari ad € 120,00 (200,00 * 20% – 50%).

Unità locali iscritte già al 1 Gennaio 2019

Per le unità locali già iscritte al 1 Gennaio 2019, deve essere calcolato il diritto camerale pari al 20% di quanto dovuto per la sede legale.

L’importo da versare, per ciascuna unità locale o sede secondaria, è pari al 20% del dovuto per la sede legale fino ad un massimo di euro 200,00, a cui va applicata la riduzione del 50% e l’eventuale maggiorazione stabilita dalle Camere di Commercio competenti per territorio.

Soltanto i soggetti iscritti esclusivamente al R.E.A. sono obbligati al pagamento dell’importo in misura fissa, seppur in presenza di unità locali.

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