Imposta di bollo per i documenti informatici

Premessa

Entro il prossimo 30 Aprile scadrà il termine per il versamento dell’imposta di bollo relativamente alla conservazione del libro inventari, libro giornale ed, infine, alle fatture elettroniche senza Iva emesse nel corso del 2017.

Per effetto di quanto disposto dall’art. 6, comma 2 e 3 del Decreto Ministeriale del 17 Giugno 2014 si precisa che «il pagamento dell’imposta relativa alle fatture, agli atti, ai documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante l’anno avviene in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del presente decreto. L’imposta sui libri e sui registri di cui all’art. 16 della tariffa allegata al Decreto del Presidente della Repubblica 26 Ottobre 1972 n. 642, tenuti in modalità informatica, è dovuta ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse».

Imposta di bollo su libri e registri iva

Come precisato dalla Risoluzione n. 28.04.2015 n. 43/E, relativamente ad ogni documento rilevante ai fini tributari (libro giornale, libro inventari, ecc.) utilizzato durante l’anno, è obbligatorio versare l’imposta di bollo. La Risoluzione precisa che per “anno” si intende “l’anno solare”.

L’imposta è dovuta pari ad € 16,00 per le società, mentre ad € 32,00 per le ditte individuali per ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse. Peraltro, le Risoluzione del 09.07.2007 n. 161/E ha precisato che per registrazione si intende «ogni singolo accadimento contabile, a prescindere dalle righe di dettaglio».

L’importo deve essere versato in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio con modello F24 utilizzando il codice tributo 2501 e riportando quale anno di riferimento l’anno per il quale è effettuato il pagamento.

Imposta di bollo su fatture elettroniche

Tale adempimento, seppur con importi molto più contenuti, riguarda anche le fatture elettroniche emesse nell’anno 2017 per importi superiore ad € 77,47 e relativamente alle seguenti operazioni:

  • fuori campo Iva;
  • escluse dall’applicazione dell’Iva ai sensi dell’art. 15 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633/192;
  • esenti ex art. 10 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972;
  • non imponibili relativamente ad operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali, servizi connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali.

Particolare attenzione va posta ai Contribuenti che hanno aderito al regime dei minimi o al regime forfettario e che hanno emesso fatture elettroniche, poiché l’adempimento deve essere rispettato anche da loro.

L’imposta di bollo dovuta è pari ad € 2,00 per ogni fattura emessa e deve essere versata entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

L’importo dovuto si versa anch’esso con F24 utilizzando il codice tributo 2501 e riportando quale anno di riferimento l’anno di emissione delle fatture.

Ravvedimento operoso

Anche per il versamento dell’imposta di bollo è previsto il ravvedimento operoso pagando un F24 con codice tributo 2502 per la sanzione e 2503 per gli interessi seguendo le stesse regole per gli omessi versamenti.

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