Riflessioni sulla Riforma Fiscale: possibili soluzioni

Premessa

L’attuale sistema fiscale italiano, incentrato sulla progressività attraverso precise aliquote a scaglioni, è sostanzialmente svantaggiato per il ceto medio.

Ad oggi, la dottrina sta valutando con molto interesse il modello tedesco per capire come introdurlo nel nostro ordinamento e, sostituirlo, a quello attualmente in essere. Tuttavia, bisogna considerare la differenza del contesto sociale tedesco, rispetto a quello italiano.

Il modello fiscale tedesco, a differenza di quello italiano, è incentrato sulla progressività con aliquota continua con un meccanismo iper-progressivo alla crescita del reddito. Studiando questo modello, il punto “debole” è che è piuttosto complesso, soprattutto se ci dovesse essere un taglio ed accorpamento delle aliquote, che dalle attuali cinque potrebbero diventare tre o quattro.

L’attuale sistema fiscale Italiano ai fini IRPEF

Il nostro sistema fiscale è oggi considerato molto farraginoso, in quanto è necessario:

  • calcolare il reddito netto mensile, considerando:
    • lo stipendio del periodo preso in esame, al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore;
    • le indennità di trasferta, per la quota parte imponibile;
  • sottrarre dal reddito mensile gli oneri deducibili (es. assegno di mantenimento al coniuge) ottenendo l’imponibile fiscale;
  • applicare all’imponibile le aliquote IRPEF da cui si ottiene l’imposta lorda;
  • sottrarre, infine, le detrazioni previste dal Tuir.

Tutto questo procedimento deve essere rivisto sia per una giustizia redistributiva, sia da un punto di vista economico, in quanto l’attuale sistema colpisce in maniera svantaggiosa il ceto medio.

Le attuali aliquote fiscali sono cinque:

  • 23% fino a 15 mila euro;
  • 27% tra 15 mila euro e 28 mila euro;
  • 38% tra 28 mila euro e 55 mila euro;
  • 41% tra 55 mila euro e 75 mila euro;
  • 43% oltre i 75 mila euro.

Ad oggi per come è strutturato, dopo i 28 mila euro, il sistema fiscale italiano diventa di fatto “punitivo”.

Le proposte dei partiti

 L’attuale Governo, in seguito alle proposte della maggioranza, dovrà valutare molto attentamente in che modo modificare il sistema fiscale italiano.

Vediamo nel dettaglio quali sono le proposte dei diversi partiti.

Movimento 5 stelle

Il Movimento 5 stelle, che ha sempre sostenuto la necessità di riformare il sistema fiscale italiano, vorrebbe portare da 5 a 3 aliquote IRPEF, in base alla fascia di reddito.  Nel proprio programma elettorale, queste sono le aliquote proposte:

  • no tax area: fino a 10 mila euro di reddito;
  • 23% per i redditi tra  10 mila euro e 28 mila euro di reddito;
  • 37% per i redditi tra 28 mila euro e 100 mila euro;
  • 42% per i redditi superiori a 100 mila euro.

Partito democratico

A differenza del Movimento 5 stelle, il Partito Democratico porta avanti l’ipotesi di accorpare i primi due scaglioni di reddito in un nuovo gruppo unico a cui destinare un’aliquota più leggera.

Italia Viva

Per Italia Viva, invece, sarebbe necessario intervenire su un drastico sfoltimento delle detrazioni e deduzioni, magari concentrando gli aiuti di famiglia nell’assegno unico con un minimo di reddito esente di 8.000 euro a coniuge e tre aliquote da fissare a seconda delle risorse che la riforma avrà a disposizione.

Liberi e uguali

Il partito di Liberi e uguali è sempre stato orientato all’applicazione del modello tedesco della progressività continua senza salti d’imposta. Questo modello permette l’applicazione di un’unica aliquota senza scaglioni di reddito che rendono spesso iniquo il prelievo.

Il modello tedesco

Il modello tedesco di progressività con aliquota continua, prevede aliquote marginali crescenti dal 14% al 42%, con una ulteriore aliquota del 45%.

In particolare, il reddito imponibile delle persone fisiche è assoggettato, applicando una formula matematica annualmente aggiornata, ad aliquote marginali costantemente crescenti all’aumento del reddito e fino al raggiungimento di una determinata soglia di reddito.

Infatti, nonostante la Costituzione tedesca non abbia espressamente previsto il principio di capacità contributiva e di progressività, l’imposta sul reddito delle persone fisiche tedesca è comunque caratterizzata da un sistema progressivo con aliquote marginali costantemente crescenti all’aumentare del reddito. Questo modello, in particolare evita problemi legati agli scaglioni di reddito, sopratutto per quei Contribuenti che si ritrovano a pagare di meno perché hanno un reddito poco sotto lo scaglione successivo, rispetto ad altri Contribuenti che hanno un reddito poco più alto tale da andare in uno scaglione successivo.

E’ ovvio però che, se la modifica del modello fiscale italiano è ispirato a quello tedesco, bisogna comunque fare i conti con il problema della tax expenditures e delle detrazioni, che saranno a questo punto da rivisitare.

Alternative per la riforma fiscale

Oltre alle possibili modifiche proposte dai partiti di maggioranza, ci sono diverse alternative che si possono prendere in considerazione.

Una prima alternativa, ad esempio, potrebbe essere quella di accorpare i due scaglioni centrali (quello con aliquota al 38% e quello con aliquota del 41%) in un’unica area con aliquota del 36%.

Una seconda alternativa, invece, potrebbe essere l’accorpamento dei primi due scaglioni, con una nuova aliquota del 20% applicata a tutti i Contribuenti fino a 28.000 euro di reddito. 

Ancora, in alternativa al modello tedesco, è possibile ipotizzare l’introduzione di un’unica aliquota del 27% per i redditi compresi tra 15 mila e 75 mila euro. Oltre i 75 mila euro si continuerebbe ad applicare l’aliquota del 43%, così come fino a 15 mila euro si continuerebbe ad applicare l’aliquota del 23%.

Per concludere, per garantire il principio di capacità contributiva e di progressività, il Governo ha diverse modalità di intervento. Tuttavia, il semplice intervento sul sistema tributario IRPEF non è sufficiente, in quanto andrebbero rivisti anche i diversi regimi sostitutivi che ad oggi sono applicati in ambito fiscale.

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