Moratoria per l’invio telematico dei corrispettivi

Premessa

Il Legislatore ha previsto, per la generalità dei soggetti passivi Iva che effettuano operazioni per le quali è previsto l’esonero dalla fatturazione, ai sensi dell’art. 22 del D.P.R. 633/1972, che a partire dal 1 Gennaio 2020 sono tenuti ad adempiere gli obblighi di memorizzazione e trasmissione elettronica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Per via anticipata, il Contribuente che ha un volume d’affari nel 2018 superiore ad euro 400.000 doveva applicare le nuove disposizioni a partire dal 1 Luglio 2019.

Termini di invio dei corrispettivi elettronici

E’ previsto che il Contribuente ha tempo 12 giorni dall’operazione per inviare i corrispettivi telematicamente in Agenzia delle Entrate. Restano comunque fermi gli obblighi di memorizzazione dei corrispettivi giornalieri, nonché i termini per le liquidazioni periodiche Iva.

Peraltro, così come specificato dalle specifiche tecniche del 23 Dicembre 2019, per i Contribuenti che esercitano un’attività oltre le ore 24 del giorno di apertura, è opportuno che, per una corretta imputazione dei corrispettivi, venga effettuata la chiusura prima delle ore 24 ed una nuova apertura per il giorno dopo. Questa specifica è necessaria soprattutto per i Contribuenti che sono aperti oltre le ore 24, come ad esempio pub o ristoranti.

Procedura di emergenza

Nell’ipotesi in cui il Contribuente non riesca tramite il proprio registratore di cassa telematico ad inviare i Corrispettivi in Agenzia delle Entrate, la stessa Amministrazione Finanziaria, nel portale web “fatture e corrispettivi” ha inserito un’apposita funzionalità che permette di gestire alcune situazioni di crisi (assenza di rete internet, problemi di connettività del dispositivo, ecc.).

Moratoria per l’invio del dati

Per i primi sei mesi di applicazione delle nuove disposizioni, non sono applicate le sanzioni se il Contribuente trasmette i dati entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermo restando i termini di liquidazione dell’Iva.

Pertanto, per i Contribuenti che devono rispettare l’obbligo già dal 1 Luglio 2019, possono inviare entro la fine del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, i dati dei corrispettivi elettronici. In tal caso non si applicano le sanzioni per il ritardo nell’invio dei corrispettivi telematici.

Invece, per i Contribuenti che devono adempiere al nuovo obbligo a partire dal 1 Gennaio 2020, la moratoria si conclude il 30 Giugno 2020. Entro tale termine, i Contribuenti che inviano oltre i 12 giorni i dati dei corrispettivi telematici ma entro il mese successivo, non sono soggetti ad alcuna sanzione.

Inoltre, è importante precisare che per tutta la durata della moratoria, il Contribuente privo di registratore di cassa telematico ha la possibilità di inviare telematicamente i corrispettivi giornalieri con la nuova procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Sanzioni amministrative

Per effetto del nuovo obbligo, così come indicato dall’art. 2, comma 6 del Decreto Legislativo n. 127/2015:

si applicano, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, le sanzioni previste dagli articoli 6, comma 3, e 12, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

Opera, quindi, una sanzione pari al 100% dell’imposta relativa al singolo corrispettivo non memorizzato o non trasmesso, la cui misura non può essere inferiore ad euro 500 per singola infrazione.

Il suddetto effetto, in presenza di plurime violazioni può essere devastante per il singolo Contribuente che, per dimenticanza non trasmetta i corrispettivi relativamente a più giorni entri termini di legge. Per questa ragione, l’effetto devastante è temperato dal cumulo giuridico, il quale permette di pagare la sanzione più grave, aumentata da un quarto al doppio.

Ravvedimento operoso

Proprio in virtù dell’effetto importante che hanno le sanzioni in capo dal Contribuente, è ammesso comunque l’istituto del ravvedimento operoso, che permette di beneficiare di una riduzione delle sanzioni. Tuttavia, dato l’importo molto alto di ogni singola violazione, seppur ravveduto, può essere più interessante e conveniente per il Contribuente, attendere l’atto di contestazione, la cui sanzione è definita ad un terzo.

 

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