Spese veterinarie: detrazione nella dichiarazione dei redditi

Premessa

Le spese veterinarie rappresentano oneri che il Contribuente può decidere di portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi e consentono di avere una riduzione sull’imposta sui redditi delle persone fisiche (c.d. IRPEF) del 19% delle spese medesime, nel limite massimo di 500 euro, fermo restando la franchigia di 129,11 euro.

Tale diritto sorge solamente in capo al Contribuente che ha sostenuto la spesa, a prescindere dal fatto che sia o meno proprietario dell’animale. Inoltre, il limite dei 500 euro si riferisce all’importo totale delle spese sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

Si precisa anche che la detrazione spetta a condizione che le spese siano sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva.

Tipologia di spese detraibili

Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera c) bis del Tuir la detrazione spetta per:

  • le spese relative alle prestazioni professionali del medico veterinario;
  • l’acquisto di farmaci veterinari specifici prescritti;
  • analisi di laboratorio e interventi chirurgici eseguiti presso cliniche veterinarie.

Per le spese sostenute per medicinali veterinari, non è necessario conservare la prescrizione del medico veterinario.

Tuttavia, è necessario che lo scontrino riporti, oltre al codice fiscale del soggetto che ha sostenuto la spesa, anche la natura, la qualità e la quantità dei medicinali acquistati. In particolare, la qualità di farmaco deve essere attestata dal codice di autorizzazione in commercio del farmaco stesso.

Invece, la detrazione non spetta per le spese sostenute per la cura di animali destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare né per la cura di animali di qualunque specie allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole né in relazione ad animali utilizzati per attività illecite.

Limite di detraibilità e obbligo di tracciabilità

Dal periodo d’imposta 2020 la detrazione per le spese veterinarie spetta per intero ai titolari di reddito complessivo fino a euro 120.000; in caso di superamento del predetto limite, la detrazione decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a euro 240.000. Pertanto, la massima detrazione spettante è pari a 70 euro.

Inoltre, si ricorda che la Legge di bilancio 2020 ha disposto che la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19%, prevista per gli oneri di cui all’articolo 15 del TUIR e da altre disposizioni normative, spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili.

Resta ferma la possibilità di pagare in contanti, senza perdere il diritto alla detrazione:

  • i medicinali e i dispositivi medici,
  • le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Affinché il Contribuenta possa usufruire della detrazione è obbligatorio conservare tutte le fatture, scontrini “parlanti” e l’autocertificazione sul possesso dell’animale ai fini domestici.

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