Superbonus 110% per gli interventi di riqualificazione energetica

Premessa

Con l’art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio), il Legislatore al fine di incentivare la ripresa economica a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha aumentato la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica ed interventi sismici al 110% (c.d. Superbonus 110%). L’agevolazione è resa ancor più interessante in quanto il Governo ha deciso che il Contribuente possa optare, in luogo della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dal fornitore dei beni o servizi (c.d. “sconto in fattura”) o, ancora, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

L’agevolazione si basa su due criteri:

  • quello soggettivo di chi effettua gli interventi agevolati;
  • quello oggettivo della tipologia di interventi agevolati.

Soggetti beneficiari

I soggetti beneficiari dell’agevolazione sono i seguenti:

  • condòmini;
  • persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di arte, professione o d’impresa, sulle proprie unità immobiliari;
  • Istituti Autonomi Case Popolari (I.A.C.P.), nonché Enti aventi le stesse finalità dei predetti Istituti;
  • Onlus di cui all’art. 10 del Decreto Legislativo n. 460/97;
  • Organizzazioni di Volontariato (O.D.V.) iscritte nei registri di cui all’art. 6 della Legge n. 66/91;
  • Associazioni di Promozione Sociale (A.P.S.) iscritte nel registro nazionale o regionale  di cui all’art. 7 della Legge n. 383/2000.

Condomìni

Particolare attenzione bisogna porre sui condomìni per poter usufruire del Superbonus 110%.

Infatti, i condomìni possono beneficiare dell’agevolazione a patto che l’intervento sia effettuato su parti comuni degli edifici.

Inoltre, l’agevolazione è ammessa anche ai condomìni con un numero non superiore ad 8 condòmini (c.d. condomìni minimi), definizione indicata dall’art. 1129 del Codice Civile.

Come previsto anche dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.24 dell’8 Agosto 2020, in questa ipotesi il Superbonus 110% spetta a prescindere dalla tipologia di soggetto (se persona fisica o giuridica) ed a prescindere dalla tipologia di unità immobiliare (abitazione, ufficio, ecc.). La condizione necessaria è che il condòmino abbia effettivamente sostenuto la spesa.

Persone fisiche

Ai sensi dell’art. 119 del Decreto Legge n. 34/2020, il Legislatore ha previsto che possono usufruire del Superbonus 110% le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di arte, professione o d’impresa, purché:

  • siano proprietari, nudi proprietari o titolari di un diritto reale di godimento (es. usufruttuario);
  • essere detentori di un immobile concesso in locazione o comodato, regolarmente registrato ed in possesso di un consenso da parte del proprietario per l’inizio dei lavori.

Tipologie di immobili oggetto dell’agevolazione

L’agevolazione del 110% spetta per gli interventi di riqualificazione energetica e all’adozione di misure antisismiche degli edifici, nonché ad ulteriori interventi realizzati congiuntamente ai primi (c.d. interventi trainati), eseguiti:

  •  su parti comuni di edifici condominiali;
  • su edifici unifamiliari;
  • sulle singole unità abitative all’interno degli edifici;
  • sulle unità abitative di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

In aggiunta, la Circolare n. 24 dell’8 Agosto 2020 precisa che gli immobili devono essere residenziali.

In ogni caso, l’agevolazione non si applica agli immobili classificati nella categoria catastale A/1, A/8 ed A/9.

Limiti di spesa e termine per usufruire dell’agevolazione

L’agevolazione in esame, è ammessa per le spese sostenute dal 01 Luglio 2020 fino al 31 Dicembre 2021.

Inoltre, il limite massimo di spesa dipende dalla:

  • tipologia di intervento “trainante” effettuato;
  • tipologia di immobile sul quale sono eseguiti i lavori.

Tipologia di intervento

Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Limite di spesa

La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a:

  • 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari;
  • 50.000 euro, per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari;
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti.

Detrazione calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a:

  • 20.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti fino a 8 unità immobiliari;
  • 15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di 8 unità immobiliari.

La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Interventi sugli edifici unifamiliari o plurifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti.

Detrazione calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro.
La detrazione è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

E’ opportuno ricordare che gli interventi trainanti indicati di seguito, sono gli interventi necessari per permettere al Contribuente di fruire del Superbonus 110%; diversamente, gli interventi trainati sono interventi che, solo se sostenuti congiuntamente ai primi, permettono di usufruire dell’agevolazione in esame. Fanno parte degli “interventi trainati” tutti gli interventi di riqualificazione energetica di cui all’art. 14 del Decreto Legge n. 63/2013 (interventi di riqualificazione energetica) nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento. L’intervento trainato si considera effettuato congiuntamente a quello trainante quando le date delle spese sostenute per gli interventi trainati, sono ricomprese nell’intervallo di tempo individuato dalla data di inizio e dalla data di fine dei lavori per la realizzazione degli interventi trainanti.

L’importo massimo detraibile dovrà essere suddiviso tra i soggetti che sostengono la relativa spesa ed è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Inoltre, se sul medesimo immobile sono effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo detraibile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

Modalità alternative per fruire della detrazione

Accanto alla tradizionale e diretta detrazione fiscale che permette al Contribuente di usufruire dell’agevolazione fiscale, il Legislatore ha previsto altre due modalità alternative.

Sconto in fattura

In alternativa alla detrazione in Dichiarazione dei Redditi, i soggetti beneficiari possono optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura sul corrispettivo dovuto, di importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi. Questi ultimi hanno la possibilità di recuperare l’importo scontato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante.

Attenzione, perché lo sconto in fattura fa perdere sempre il 10% del vantaggio fiscale. Questo perché, come indicato poc’anzi, lo sconto può essere al massimo pari all’importo dovuto al proprio fornitore. Ciò significa che, se in dichiarazione è possibile recuperare il 110%, con lo sconto in fattura, si potrà recuperare al massimo il 100%. In altre parole, con lo sconto in fattura, si evita il pagamento del fornitore, perdendo però il 10% residuo.

In ultimo, è opportuno ricordare che il Contribuente, sull’importo complessivamente dovuto, ha la possibilità di optare in parte per lo sconto in fattura ed in parte per la detrazione in Dichiarazione dei Redditi.

Cessione del credito

Il Contribuente, in luogo dello sconto in fattura o della detrazione in dichiarazione dei Redditi, può optare per la cessione della detrazione sotto forma di credito d’imposta. La cessione può avvenire:

  • a fornitori di beni e servizi necessari per la realizzazione degli interventi;
  • ad altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività d’impresa, arte o professione);
  • ad istituti di credito ed intermediari finanziari.

In questa ipotesi è utile ricordare che il Contribuente ha la possibilità di ottenere liquidità immediata. Tuttavia, il corrispettivo della cessione, non deve essere necessariamente pari alla detrazione ceduta.

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